Sostituire la caldaia: bonus fiscale del 65%
Nuove caldaie a condensazione
Ci sono modelli di caldaie a condensazione per esempio che integrano l’impiego efficiente di un combustibile convenzionale come gas o GPL con l’energia solare consentendo di ridurre notevolmente la bolletta e abbattere in modo determinante le emissioni nocive.
Il sistema CerapurSolar di Junkers (composto dalla caldaia a condensazione CerapurSolar CSW 30-3 e dall’accumulatore SP400 SHU da 400 litri), collegato a pannelli solari, conserva e utilizza l’energia solare sia per il riscaldamento sia per la produzione di acqua calda, ottimizzando i consumi, con un risparmio energetico del 55% rispetto ai vecchi impianti convenzionali.
Prezzo 10.668 euro. www.junkers.it
La caldaia stagna a condensazione A Serie di Atag, grazie a uno scambiatore di calore brevettato nel 1997, che consente il massimo del recupero del processo di combustione, ha marcatura energetica “4 stelle”, la più alta classe di rendimento, e assicura un risparmio energetico fino al 30%. E’ stata insignita del Premio per la Migliore Efficienza 2009 dall’Associazione dei consumatori olandese.
Prezzo da 2.587 euro. www.atagitalia.com
www.olimpiasplendid.it
Prezzo a partire da 9.775 euro. www.vaillant.it
Prezzo da 1.194 euro. www.aristonheating.com
Detrazioni fiscali per acquisto caldaie
Per chi svolge lavori di ristrutturazione edilizia e decide di installare una caldaia ad alto rendimento (non necessariamente a condensazione) entro giugno 2013 la detrazione che spetta è del 50% (prima era del 36%) per unità abitativa.
Per le spese di ristrutturazione con finalità di risparmio energetico (ovvero per chi installa una caldaia a condensazione) è prevista una detrazione fiscale del 55% sempre entro il 30 giugno 2013.
Dopo questa data entrambe le detrazioni torneranno al 36%, come stabilito dalla normativa precedente.
Il pagamento dei lavori deve essere effettuato obbligatoriamente tramite bonifico. Nella causale deve essere indicata la relativa legge a cui si fa riferimento per la detrazione.
Pellet per stufe: quale scegliere
Nella scelta del pellet migliore per le stufe bisogna prestare particolare attenzione all’etichetta . Il legno migliore è il faggio puro, secondo l’abete, che però come le altre piante resinose sporca un po’ di più la stufa. Infine ci sono le latifoglie e il misto. Esiste poi il pellet ottenuto da biomasse varie, per esempio segatura di legno mischiato a scarti di mais. Questo tipo di pellet è consigliato solo per grandi caldaie, non per le stufe in quanto il residuo di cenere relativamente alto sporca braciere e canna fumaria.
In ogni caso guardando l’etichetta riportata sui sacchi di pellet è bene prestare attenzione ai due numeri riportati. Il primo indica il potere calorifico, ossia l’energia fornita da una data quantità di quel particolare pellet. I valori possono andare da 4.5 a 5.5 kWh/kg. Ovviamente è da preferire il valore più alto. Il secondo numero indica il residuo di cenere: correlato al potere calorifico, determina quanto il pellet sporcherà la stufa. L’ideale è che sia sotto l’1%.
C’è anche una certificazione a livello europeo, la EN Plus, che divide i pellet in tre classi di qualità: dalla A1 per la qualità più elevata, la A2 per la più scadente ma comunque conforme a determinati standard e la B destinata solo a grandi impianti di combustione per uso commerciale o industriale.
Una buona guida al mondo del pellet si trova su qualenergia.it.
Pulizia e manutenzione della caldaia
Questo è il periodo migliore per contattare il tecnico che procederà alla pulizia e al controllo della caldaia in quanto più si avvicineranno le giornate fredde più le ditte specializzate saranno subissate di chiamate ed i tempi di attesa si allungheranno.
Per manutenzione si intende anche il rispetto delle scadenze per il controllo dei fumi di scarico degli impianti. E questa è la seconda buona ragione per rispettarne le norme. Il controllo dei fumi serve a evitare che la caldaia produca emissioni nocive non solo per se stessi, ma anche per l’aria e per l’ambiente.
Una terza buona ragione per essere rigorosi nei controlli è il portafoglio. Una caldaia a norma non solo è sicura, ma consente anche un buon risparmio energetico. Una non perfettamente funzionante e sporca, invece, consuma più gas e la bolletta a fine stagione ne risente di sicuro.
Nel caso di caldaia autonoma è il padrone di casa (responsabile a livello penale e civile) a dover contattare il tecnico specializzato; nel caso di un condominio con un impianto centralizzato, invece, se ne deve occupare l’amministratore. In entrambe le soluzioni, si deve rispettare una specifica tempistica.
Per le caldaie con meno di 8 anni, per quelle a camera stagna (tipo C) e quelle non a camera stagna ma esterne all’abitazione, il controllo può essere fatto ogni quattro anni (solo se espressamente scritto sul libretto di istruzioni della caldaia, altrimenti rimane l’obbligo ogni due anni.
Termoconvettori, termoventilatori e radiatori elettrici: gli ausiliari del riscaldamento
La maggior parte delle abitazioni sono munite di caldaie e impianto di riscaldamento. Nonostante questo l’utilizzo di apparecchi per il piccolo riscaldamento domestico come radiatori elettrici, termoconvettori e termoventilatori è molto diffuso nelle nostre case.Proprio perché la scelta fra questo tipo di apparecchi per il riscaldamento è molto varia, prima dell’acquisto bisogna valutare con attenzione una serie di fattori, dalle caratteristiche alle condizioni d’uso fino al prezzo finale e alla sicurezza. La giusta scelta fa la differenza, sia in termini di velocità di riscaldamento e risparmio energetico.
Radiatori elettrici a olio
Al loro interno è presente un olio minerale che viene riscaldato a circuito chiuso da una resistenza interna, alimentata elettricamente. Rispetto ai termosifoni tradizionali che impiegano acqua calda, questo tipo di radiatore sfrutta l’olio perché ha il vantaggio di conservare il calore più a lungo anche dopo lo spegnimento.
Sono silenziosi ed efficaci ma piuttosto lenti a raggiungere la temperatura desiderata.
I prezzi si aggirano dai 50 ai 70 euro per un radiatore dotato di 7 elementi.
Termoconvettori
A differenza dei radiatori non impiegano olio, ma una semplice resistenza anch’essa alimentata elettricamente. Il calore quindi sale dal basso verso l’alto e viene sospinto da una ventola interna per riscaldare l’ambiente più rapidamente, anche se il risultato non è immediato. Sono silenziosi e possono anche essere fissati alla parete se dotati di attacchi. Sono dotati di termostato per mantenere automaticamente la temperatura desiderata.
I prezzi vanno dai 25 ai 50 euro a seconda del modello.
Termoventilatori
Sono apparecchi dalle dimensioni ridotte quindi leggeri e trasportabili. Dotati di una resistenza elettrica e di una ventola, i termoventilatori riscaldano l’ambiente in poco tempo, ma richiedono consumi piuttosto elevati. Sono consigliati per ambienti di piccole dimensioni come i bagni, ma non per un periodo prolungato. Ce ne sono di diversi modelli e potenza.
I prezzi vanno dai 20 ai 60 euro.
Radiatori a infrarosso
Hanno una resistenza rivestita di materiale al quarzo che emette, appunto, luce a infrarossi. Vanno bene per riscaldare velocemente piccoli ambienti. Il consumo elettrico di questi radiatori è relativamente contenuto.
Sensibilmente più economici radiatori a infrarossi vanno dia 12 ai 30 euro a seconda dei modelli.
Stufe catalitiche
A differenza di tutti gli altri modelli le stufe catalitiche sono alimentate a gas. Necessitano quindi di una bombola la cui grandezza di solito è di 15-20 kg e il loro funzionamento si basa sulla normale combustione e questo comporta la produzione di monossido di carbonio. Va da sé quindi che devono essere impiegate in ambienti grandi avendo cura di far ricambiare l’aria. Rispetto ad altri prodotti garantiscono una potenza senza pari, fino a 4200 Watt, ma hanno un prezzo sensibilmente più alto circa dai 90 ai 130 euro.
Caldaie a risparmio energetico

Le caldaie murali rappresentano la soluzione più diffusa per il riscaldamento domestico.
Di solito vengono posizionate direttamente sul muro, da qui appunto la loro denominazione.
La distribuzione del calore avviene tramite acqua, che viene fatta passare nei tradizionali radiatori a termosifone o, ancora meglio, nei convertitori termici (a ventilazione normale o forzata).
Normalmente le caldaie da muro sono di tipo combinato, in grado cioè di produrre, oltre al calore necessario per il riscaldamento dei locali, anche l’acqua calda sanitaria. Si consegue così un risparmio sia sul combustibile sia sulla manutenzione rispetto a due apparati distinti.
Per riscaldare abitazioni di ampia superficie, villette o similari, si può ricorrere alle caldaie a basamento, realizzate in ghisa o acciaio. Sono molto più resistenti di quelle murali ma anche più ingombranti.
Fra le caldaie a risparmio energetico ci sono le caldaie ad alto rendimento che permettono di trasformare in calore utile almeno il 90% dell’energia contenuta nel combustibile che viene bruciato. Questo valore minimo deve essere espressamente indicato dalle case produttrici.
Il funzionamento delle caldaie a premiscelazione, un altro tipo di quelle a risparmio energetico, si basa sulla possibilità di dosare la giusta quantità di aria e di gas prima dell’accensione della fiamma, conseguendo così un maggior rendimento di combustione e una minore emissione di inquinanti.
Nelle caldaie a condensazione invece, vengono recuperati e direttamente trasferiti all’acqua calda dell’impianto sia gran parte del calore contenuto nei fumi di scarico ( che negli apparecchi tradizionali vengono espulsi attraverso il camino ad oltre 100°C) sia il vapore acqueo generato dal processo di combustione (dalla combustione di 1 m³ di metano si possono condensare circa 1,5 litri di acqua a temperatura ambiente, o 1 litro circa a 40° C). Questa maggiore disponibilità termica consente di conseguire un’efficienza energetica superiore.
In conclusione le caldaie a condensazione consumano circa il 30% in meno di quelle tradizionali. Contestualmente viene anche abbassata la temperatura dei fumi di scarico, con conseguente minore emissione di inquinanti in atmosfera. Al fine di sfruttare al meglio la già elevata resa energetica, per la distribuzione del calore è consigliabile ricorrere ai termoconvettori che funzionano con temperature più basse rispetto a quelle dei radiatori a termosifone (che richiedono acqua riscaldata a circa 60/80°C).
Infine le caldaie modulanti, che riescono ad adattare la fiamma alla potenza termica strettamente necessaria a soddisfare le esigenze di calore (riscaldamento ambienti e acqua) del momento. Si evita, in tal modo, la dannosa intermittenza acceso/spento che produce frequenti sollecitazioni meccaniche. Si riduce, quindi, anche l’usura dell’apparecchio.




